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GIOCHI VARI

Le cacce al tesoro

Tutti sapranno cos’è una caccia al tesoro… si tratta di solito di seguire un percorso fatto di varie prove/tappe fino ad arrivare a una mèta finale.

Molto spesso vengono chiamate “cacce al tesoro” giochi in cui le prove sono molto diverse tra loro, e contengono ad es. domande/quiz sugli argomenti più disparati, spesso scollegate tra loro… c’è il problema di matematica, l’indovinello, la frase da completare, l’enigma da risolvere.

I ragazzi si divertono… ma si può fare di più!!!

 

Aggiungere un’ambientazione

Creare un’ambientazione per il gioco vuol dire aggiungere degli elementi che ai fini pratici - se si guarda bene - sono assolutamente irrilevanti, come ad es…

- un titolo: ad es. “Il merletto scarlatto della signora Blaymoore”; meglio se un titolo altisonante… in alcuni casi magari in inglese, se il gioco è ambientato nello spazio, è un gioco di spie, ecc. o addirittura in qualche lingua o finta-lingua meno nota (es. Hashar Blasàr per un gioco arabo)

- una storia introduttiva nella quale si racconta un po’ dov’è ambientato il gioco, chi è la signora Blaymoore, i fatti che hanno dato il via alle vicende (ad es. un delitto), ecc. La storia introduttiva potrebbe essere benissimo anche un film già esistente: si potrebbe proiettarlo o proiettarne una parte e poi partire col gioco.

- lo scopo: per il giallo della signora Blaymoore lo scopo potrebbe essere ad esempio quello di incastrare un colpevole… chi risolve più indovinelli/prove ha in mano più prove per incastrarlo.

Pur non avendo alcuna influenza sullo svolgimento del gioco, questi elementi contribuiscono però a renderlo più interessante… la gioia di parteciparvi è raddoppiata… addirittura qualcuno che avrebbe pestato i piedi dicendo che rispondere a delle domande gli sembra una cosa “da scuola”, potrebbe decidere di partecipare venendo a sapere che in realtà si tratta di una delicata operazione per aiutare l’FBI!!!

 

Creare il clima

Potrebbe essere una buona idea iniziare col creare l’aspettativa già alcuni giorni prima dello svolgimento del gioco… ad esempio esponendo un manifesto col titolo e una bella immagine… in pratica come le locandine dei film. In questo modo gli effetti benefici del gioco si estenderebbero anche ai giorni precedenti… si potrebbe tentare anche qualche mossa strategica del tipo “chi si comporta bene potrà partecipare al gioco”.

Sembra una cosa da nulla, ma quante volte vi capiterà di vedervi correre incontro dei bambini super-esaltati che gridano “Oggi si fa il gioco?!! Oggi si fa il gioco?!!” Eh eh… quando capita così capisci di aver fatto centro!

 

L’inizio del gioco poi dev’essere solenne… si abbassano le luci in teatro… si fa silenzio (altrimenti non si comincia!), si inizia con una presentazione seria che dia importanza alla cosa…

 

La storia introduttiva può essere…

- un film esistente, come dicevamo prima

- un film girato dagli animatori: questa è di gran lunga l’alternativa più divertente ed efficace; offre molte possibilità che una recita dal vivo non offrirebbero (rapidi cambi di scena, da luoghi altrimenti irraggiungibili, cambi d’abito, effetti speciali, minore necessità di imparare a memoria dei testi, maggiore attenzione da parte dei piccoli videodipendenti, ecc.) anche se è più impegnativa da preparare se si vuol fare una cosa fatta bene.

- uno o più personaggi che parlano dal vivo (ad es. Mrs. Blaymoore che rivolge al pubblico un accorato appello, oppure due sconosciuti che parlano tra di loro in segreto)

- la lettura di un testo, ad es. una lettera trovata in una bottiglia (naturalmente il messaggio, opportunamente bruciacchiato e invecchiato, dev’essere tolto con gesti teatrali dalla bottiglia, che magari è tutta incrostata di salsedine e organismi marini… guai a prendere semplicemente un foglietto da una tasca, o a tenerlo in una cartelletta da presentatori)

- una telefonata

- il ritrovamento di un’iscrizione o altro (si portano i ragazzi in gruppo attorno a un’enorme impronta di dinosauro preparata dagli animatori il giorno prima in un angolo un po’ appartato del giardino.

- un balletto degli animatori

 

E’ sempre importante che queste introduzioni non siano troppo lunghe, perché i ragazzi perdono presto l’interesse; è bene anche che il senso della storia si capisca indipendentemente dalla buona resa dell’impianto audio… in particolare coi filmini girati artigianalmente (senza doppiaggio), spesso ci sono difficoltà a seguire i dialoghi tra i personaggi; bisogna che i vari passaggi chiave siano sempre sottolineati da opportuni gesti, inquadrature, ecc.

Il messaggio dev’essere molto semplice e lineare, nel senso che le varie scene devono essere concatenate l’una all’altra in una sequenza logica.

 

Altri elementi che possono creare il clima durante tutto il gioco sono:

- la musica: una colonna sonora, non solo nei filmini e nelle recite, ma anche durante tutto lo svolgimento del gioco, contribuisce molto a dare l’impressione di qualcosa di “vero”, di ben fatto, di coinvolgente!

- gli abiti degli animatori, oltre a far ridere tutti e a essere fondamentali nella parte introduttiva, possono rendere più realistica l’esperienza di parlare con un certo personaggio… ad es. se una delle prove è quella di andare dal re, o dal pescatore, o dall’allevatore di maiali, il ritrovarsi di fronte a un animatore con gli abiti adatti cambia tutto!

 

E non pensate che questi accorgimenti siano utili solo nei giochi con bambini/ragazzi. L’esperienza insegna che sono utilissimi anche nei giochi con gli adulti: divertimento assicurato!

 

Aggiungere delle “porte dimensionali”

Al di là del nome un po’ altisonante, si tratta in pratica di elementi scenografici che aiutino a entrare nella dimensione del gioco: se ad es. il gioco si svolge in cortile - nel solito cortile di tutti i giorni - la presenza di una serie di stendardi, bandiere, un vecchio carro!, gente in abiti medioevali… aiutano senz’altro i ragazzi a proiettarsi in un mondo completamente diverso, a entrare in una dimensione parallela (per gli amanti della fantascienza)… quella del gioco!

Certo, preparare tutto questo è impegnativo… all’inizio ci si può sentire sconfortati davanti al grosso lavoro di preparazione che ci vuole; il suggerimento è però quello di partire con piccole cose, reperibili senza troppa fatica… poi mano a mano che si prepara, all’uno o all’altro animatore viene in mente “Ehi! E se mettessimo anche una… io ne ho una a casa… ce n’è una in sacrestia!” e via di questo passo ci si ritrova con un’incredibile scenografia da far invidia a un set cinematografico. Beh… c’è anche il rovescio della medaglia: poi bisogna rimettere tutto in ordine… ma se lo si fa tutti insieme non ci vuole molto; e comunque a quel punto si è ancora tutti carichi per la buona riuscita del gioco, per l’aver visto dei ragazzi che ti davano l’”arrivederci a domani” coi volti raggianti, per averli sentiti magari mentre raccontavano entusiasti il gioco alla mamma mentre li faceva salire in macchina.

Ecco alcuni esempi:

- scritte misteriose o geroglifici su pareti/oggetti

- “mostri” che girano e fanno perdere punti (gli animatori) sporcando con gelatina

- personaggi a cui chiedere informazioni, o anche solo semplici comparse

- bandiere, ecc.

- buche sul terreno, impronte, ecc.

- oggetti misteriosi

- una scia di terra bruciacchiata e smossa per simulare l’impatto con un’astronave

- la musica

 

Se il gioco o parte del gioco si svolge al chiuso:

- effetti di luce/macchina del fumo

- labirinti (fatti con tavoli, tabelloni, stoffa, ecc.)

- considerare la possibilità di svolgere il gioco al buio, facendo portare ai ragazzi una torcia elettrica da casa (effetto assicurato!)

 

Immedesimarsi…

Come abbiamo detto sarà bene che gli animatori rappresentino una serie di personaggi (utili o inutili ai fini del gioco) e gironzolino qua e là (o rimangano in punti stabiliti) durante il gioco.

E’ bene però che anche i ragazzi abbiano una loro “identità”… per es. in un gioco di spionaggio le squadre possono essere “squadre speciali dell’FBI”, in un gioco archeologico dei “team di archeologi”, in un gioco scientifico dei “gruppi di ricercatori”, ecc.

 

Il punto di partenza

E’ importante il punto di partenza: dopo aver seguito insieme il film/discorso introduttivo è bene che tutte le squadre partano in uno stesso momento con in mano le stesse cose, in modo che nessuno sia avvantaggiato/svantaggiato.

Il punto comune di partenza può essere…

- una scritta/iscrizione misteriosa

- una mappa

- una prima domanda

- un foglio con la lista delle cose da trovare

- un foglio con tutte le domande/quiz da risolvere

 

Lo svolgimento / i collegamenti

Per passare da una tappa all’altra del percorso che porta al tesoro le idee possono essere tante:

- quella classica dei bigliettini… la soluzione di un indovinello porta al bigliettino successivo

- dei percorsi obbligati che costringono a passare per le varie prove nell’ordine

- dei labirinti in cui vagare a piacere cercando qualcosa o affrontando delle prove

- tracce di gelatina

- una mappa

- fotografie… ogni fotografia mostra un particolare del luogo dov’è nascosta la fotografia successiva

- le risposte degli animatori (l’animatore, che rappresenta un personaggio, pone delle domande, o risponde a delle domande… chi dà la risposta o la domanda giusta ha completato la tappa)

- un’animatrice vestita da Fata Turchina che vaga qua e là senza parlare, ma che dà a gesti delle indicazioni

- la traduzione di iscrizioni scritte in un alfabeto strano porta alle tappe successive

- anche se optate per la classica modalità in cui si dà ai ragazzi una serie di quiz da risolvere, ci si può montare attorno un po’ di “cinema”: un’idea potrebbe essere quella di disegnare una bocca della verità da appendere a una finestra… dietro ci sono gli animatori che leggono le risposte e risputano quelle sbagliate o danno le domande successive… il tutto può essere condito con qualche rumore strano!

 

Il “foglio di viaggio”

Il foglio di viaggio serve a tener traccia delle prove superate, e non necessariamente dev’essere proprio un foglio… ad esempio:

- ogni prova superata dà diritto a un nuovo pezzo di un puzzle che, una volta completato, rivelerà la soluzione dell’enigma…

- dei pezzi di terracotta che pian piano andranno rimessi insieme per ricostruire un vaso

- un foglio in cui gli animatori “timbrano” ogni prova superata

- un foglio in cui segnare le tappe del percorso fatto (per un controllo finale da parte degli animatori, al fine di stabilire se la squadra ha effettivamente giocato secondo le regole)

- un foglio in cui annerire le caselle relative alle risposte sbagliate: le caselle/frasi/figure che rimangono compongono un messaggio che dà la soluzione

 

Il tesoro!!!

Ehi, naturalmente… non bisogna dimenticare IL TESORO!!! Il famoso tesoro dev’essere qualcosa di tangibile… potrebbe benissimo essere una grande cesta piena di caramelle… se avete una grande cesta o un grande baule ma non troppe caramelle, si può sempre adottare il trucchetto di riempire la cesta di carta di giornale appallottolata per poi disporre con sapienza uno strato superficiale di caramelle; del resto il tesoro potrebbe essere anche qualcosa di simbolico, come…

- un diamante (il pendaglio di uno di quei vecchi lampadari…)

- una cassa di oggetti d’oro (biccheri e piatti di carta verniciati con spray oro)

- pietre preziose (biglie)

- un’antica pergamena (considerate la possibilità di anticarla spruzzando gocce di limone sul foglio e poi riscaldandolo piano piano con una fiamma fino ad abbrustolirlo)

- un’animatrice rapita!!! (bionda, con le trecce e vestita da principessa!)

- un oggetto misterioso (sì, proprio quel soprammobile dalla forma incredibile a cui vostra madre tiene così tanto… ce ne sono in tutte le case! Magari anche uno di quegli animaletti di ceramica... basta dire che era appartenuto alla Regina Vittoria)

- un vaso dipinto come un vaso greco, etrusco, ecc. e un po’ spaccato qua e là (quella dell’invecchiamento è sempre la parte più divertente)

- una tavoletta con delle incisioni (nei cimiteri delle parrocchie ci sono sempre dei pezzi di lapide di marmo avanzati… un bel trapano con una di quelle punte fresatrici poi fa miracoli di effetti speciali!)

- una cassetta di legno marcio lasciata sottoterra per qualche settimana (ricordatevi di irrigarla di tanto in tanto) che una volta aperta rivela un contenuto sorprendente: fogli di carta marcia assolutamente illeggibili… ma così stupendamente realistici da vedere e da riprendere con la telecamera nel momento del dissotterramento da parte dei ragazzi con la pala

- un sasso dalla forma o dal colore strano

- una di quelle schede piene di componenti elettronici (presa da un vecchio computer o da una vecchia radio)

- una tastiera di computer (è proprio il pezzo che mancava alla macchina del doktor Von Kranz per completare il suo trasmutatore gravitazionale)

- un oggetto di sicuro effetto è senz’altro un vecchio hard disk (quello del computer bruciato l’anno scorso da un fulmine, che avete messo da parte nella speranza di un miracolo…)… una volta aperto rivela dei meravigliosi dischi lucidi… un oggetto così lo si può far passare per qualsiasi cosa… una volta lo abbiamo fatto passare anche per una bomba atomica da disinnescare!!! Basta attaccarci qualche pezzo di carta gialla con il simbolo di radioattività (N) e qualche minacciosa e super-tecnologica scritta in inglese (“Fast food”, “Bed & Breakfast” o, se preferite, il classico “Danger”).

- una bottiglietta dalla forma strana con dentro una pozione (Fanta e il rametto di qualche pianta interessante)

 

Insomma, avrete capito che per trovare un tesoro degno di tal nome basta guardarsi intorno con occhi nuovi… si trova sempre qualcosa di incredibile, e la cosa più divertente con il gruppo animatori è proprio vedere chi la spara più grossa nel dire cosa può essere.

 

 

Aggiungere elementi multimediali

Gli elementi multimediali rendono il gioco ancora più interessante e avvincente per i nostri ragazzi, ma attenzione a non voler esagerare rischiando di diventare totalmente dipendenti da una macchina (sappiamo bene che con il pc c’è sempre il problema dell’ultimo minuto, quel file che non funziona oppure l’Enel ha deciso proprio oggi di interrompere la corrente…). Dobbiamo mixare elementi multimediali (che vi daranno un sacco di lavoro per la preparazione!!!) ad una buona animazione “tradizionale”.

 

Alcuni esempi interessanti:

 

-         Il filmato: come avvio o conclusione del gioco, magari per inquadrare la situazione o per svelare la soluzione. Non deve essere troppo lungo (max 10 minuti). Può essere una scenetta (comica, tragica), un cortometraggio (con i personaggi del gioco), un breve spezzone di film famoso a cui si ispira il gioco... L’ideale sarebbe montare il filmato con musiche, voci fuori campo, scritte.

-         candid camera: è divertentissimo proiettare alla serata finale una serie di scherzi fatti ai ragazzi… i genitori sono felicissimi di vedere i loro figli protagonisti

-         Il quizzone: è utilissimo il caro vecchio Power-point, ideale per giochi a quiz, indovinelli. Le varie diapositive aiutano il presentatore o i vari animatori e tengono sveglia l’attenzione dei ragazzi.

-         La musica digitale: il gioco musicale diventa oggi sempre più facile grazie agli MP3 e amici vari… organizzato stile “Furore”, “Karaoke” .

-         Il desktop: un’immagine-logo del gioco, oppure uno sfondo per un determinato momento aiutano a creare l’atmosfera (il tutto in aggiunta alla scenografia classica), i simboli di ogni squadra.

-         Real TV: collegamenti in diretta con un altro ambiente. I ragazzi rimangono incantati e non riescono a credere ai loro occhi quando vedono sullo schermo un personaggio che interagisce in tempo reale con colui che guida il gioco. In un giallo si può utilizzare come strategia per fare trovare gli indizi attraverso un “inviato speciale” o un investigatore; oppure un’intervista con i personaggi.

-         Ipertesti: aiutano a creare l’ossatura del gioco attraverso link che rimandano ad altre pagine. Il vecchio tabellone viene sostituito da una pagina interattiva che si modifica con l’avanzare del gioco (la tabella di battaglia navale, prima statica, diventa quindi viva). Per chi non si è ancora specializzato nella costruzione di pagine web alcuni programmi (Word, Publisher…) consentono di trasformare un file di testo in pagina html in modo automatico.

-         Gioco a stanze e story game: attraverso pagine di ipertesti si crea un gioco che prende continuamente nuove pieghe. Ogni squadra, a seconda delle scelte o dei risultati di una prova, si trova ogni volta in una fase diversa del gioco (spaziale o temporale) che pian piano si evolve e arriva ad una soluzione.

-         I contatori: utilissimo il visualizzatore di punteggio delle squadre, che viene proiettato durante il gioco e aggiornato in tempo reale. Può essere anche qualcosa di diverso da dei semplici numeri, come ad es. un elettrocardiogramma della mummia che si risveglia, ecc.